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Segnaliamo questo appello rivolto al Presidente Renzi sul riconoscimento della LIS

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Egregio presidente del Consiglio, Matteo Renzi, abbandono per una volta i toni soliti di questo blog (che non la sorprenderanno, sempre toscani siamo, io livornese però!), per rivogerle un appello formale. Lo so, sono già in moltissimi a farle richieste. Per una volta la mia, di sicuro, non ha interessi personali dietro. Come vicecaporedattore di Vanity Fair (avendo chiaramente sentito il nostro direttore, Luca Dini, prima di farlo) e tenutario di questo blog le chiedo: dopo che ha promesso tantissimo al Paese, tante riforme, tante cambiamenti, tante speranze, ne può dare una anche a chi è sordo?

Può impegnarsi perché la legge per il riconoscimento della Lis, la Lingua dei segni, venga finalmente approvata? Ce lo chiede l’Onu, ce lo chiede l’Ue, e in Europa sono rimasti soltanto Italia, Malta e Lussemburgo a non aver fatto questo passo. Nel mondo la Lis è riconosciuta in 44 Paesi, con gli Stati Uniti in testa, ma anche in Paesi come Cina e Iran, per esempio, è avvenuto. A che cosa serve riconoscerla per legge? A fare il passo necessario perché negli uffici pubblici, negli ospedali, nei Tribunali, alle Poste come nelle carceri, chi è sordo abbia diritto di potersi esprimere in Lis e venir capito da un interprete. Con tutti i problemi che ci sono… direbbe qualcuno. Beh, c’è anche questo. E tocca i diritti universali dell’uomo I soldi? Alla Camera e al Senato è già stata depositata una proposta di legge, costa solo tre milioni euro in tre anni, uno all’anno, niente di fronte ai disastri della nostra finanza pubblica, tutto per la vita di tantissime persone. Il testo lo può leggere in questo link. E’ appoggiato da tutte le principali forze politiche, dal Pd al Movimento 5 Stelle, da Sel a Forza Italia. Basta solo farlo mettere in calendario e in discussione in Commissione e poi in Aula. Lo voterebbero tutti, ampliando magari la parte che riguarda già la libertà di scelta e l’aiuto ai nuovi mezzi di comunicazione per chi nasce sordo oggi (diagnosi prenatale, protesi cocleare, impianti, logopedia precoce, oralismo). Basta la volontà politica, il suo impegno, molto convincente, basterebbe. Facciamo che non succeda per l’ennesima volta, come nella precedente legislatura, che si finisce nel nulla perché c’è sempre qualcos’altro di più urgente da discutere. Perché una persona che ci sente come me si impegna? Nessuna vanteria inutile: il mio impegno su questo tema ha superato oggi il mese. Il 23 gennaio mi ha colpito l’email che mi aveva mandato una ragazza, udente, figlia di sordi e con zii sordi, Anna Angarano. L’abbiamo trasformata in un post su questo blog, che ha avuto un’eco inattesa. Con Anna siamo andati in Tv, a Rainews24, a raccontare perché questa legge va approvata secondo noi. Volesse far fare lo stesso salto (con le dovute dimensioni di scala ben diverse, capisco) a questo mio piccolo e modestissimo appello, credo che farebbe felici decine di migliaia di persone, centinaia di migliaia considerati i parenti. Io, da quel 23 gennaio, ho promesso un post a settimana dedicato al tema, dando ovviamente voce anche a chi la pensa diversamente. Perché mi sembra impossibile che nel 2014 per una persona come me, solo che sorda, sia un problema anche andare alle Poste o in ospedale, quando basterebbe un nulla, un voto e una briciola nel bilancio dello Stato per garantirle uno dei diritti più inalienabili, quello di comunicare. Sabato scorso, a Milano, nel tavolo a fianco c’erano tre persone sorde che parlavano in Lis. Quanto avrei voluto capirli, farmi capire da loro… Che i miei figli potessero capire e parlare con loro. Ma questo è un sogno aggiuntivo: insegnare la Lis a scuola, a tutti, come una materia normale. Così i sordi non solo potrebbero essere capiti da un interprete, ma sempre e da tutti. E’ un sogno forse, di quelli che costa magari di più. E’ solo una mia proposta aggiuntiva. In quella di legge, appoggiata dall’Ente nazionale Sordi e presentata poi da deputati e senatori di tutti gli schieramenti, non se ne fa cenno. La richiesta è solo quella di poter comunicare ed essere capiti grazie a un interprete.Bastapocochecevo’. Quando leggerà, se mai potrà leggere quest’appello, dopo aver visto che sono livornese, da fiorentino penserà sicuro: “Ecco un’altra testa dura, irruenta e pure rompic…scatole”. Confermo e confesso: lo sono. Quindi insisterò. Anzi, non solo invito tutti ad appoggiare il mio appello, ma pure a giraglielo anche attraverso il suo amato, e penso intasatissimo, Twitter (@matteorenzi). Oppure, come sempre, si può appoggiarlo nei commenti al post, qui sotto, sul mio account TwitterDiariodiAdamo, sul mio Facebook o sulla mia email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. . Caro Matteo (salto a un indegno tu, solo per l’omonimia), concludo: ti prego, davvero dal cuore, facciamo che questa sia #lavoltabuona anche per i sordi?

Fonte: Vanity Fair (link ufficiale: http://diariodiadamo.vanityfair.it/2014/02/24/presidente-renzi-riconosiamo-la-lisa-la-lingua-dei-segni-facciamo-che-sia-lavolabuona-anche-per-i-sordi/)