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Commovente storia di Luca, un ragazzo impiantato che ha imparato la LIS

squadra-calcetto-luca

Ciao mi chiamo Catia ho 36 anni e tre figli il secondo, Luca è sordo ed ha 18 anni. Quando Luca (nella foto in basso a destra con cerchio bianco) aveva 10-11 mesi ho iniziato a capire che cera qualcosa che non andava a 14 mesi la diagnosi: ipoacusia bilaterale profonda.

Ero sola in ospedale con lui quando l’ho saputo, non sapevo cosa fare e una persona che neanche conosco, ma si trovava lì nella stessa stanza di ospedale, mi ha visto piangere, mi ha abbracciata e mi ha detto: vedrai che questo bambino ti darà molto di più di un altro perché è speciale! Non ricordo neanche il volto di quella persona, ma le sue parole non le dimenticherò mai! Luca ha iniziato quasi subito a fare terapia di logopedia, in un centro a Roma, dopo sette lunghi anni Luca ha fatto pochi progressi per i primi tre quattro anni non hanno voluto usare le mani per parlare con lui, quando finalmente si sono decisi ad usare il bimodale Luca mi ha chiamato mamma! A nove anni i medici del centro dove lo portavo mi hanno detto di mettere Luca in istituto perché i progressi erano pochissimi e loro non sapevano più cosa fare. Allora conosco una logopedista privata di Frosinone e inizia la terapia da lei e fa l’impianto cocleare a Roma ospedale Umberto I. Luca inizia a sentire, ma non sfrutta quando dovrebbe l’impianto, la logopedista cerca anche di insegnargli la Lis ma lui è poco interessato fino a quando non lo ho portato all’ENS di Frosinone, mi hanno consigliato di portarlo a vedere una partita di calcetto e se voleva poteva anche giocare. Quando ha visto tutti quei ragazzi sordi uguale a lui con la sua passione del pallone il suo sguardo ha cambiato espressione. Tutti quei ragazzi come Davide, Carlo, Leonello, Salvatore, Enzo sono veramente fantastici lo hanno aiutato e lo stanno aiutando in tutti i modi Luca sta imparando la Lis per comunicare con i suoi amici. Io stessa ho fatto un corso di primo livello Lis e non vedo l’ora di iniziare il secondo livello perché è stata una bellissima esperienza sia per me che per Luca. Luca non sta più tutti i pomeriggi sul divano a guardare la tv perché oltre alla scuola (quest’anno dovrà frequentare il quarto biologico a Frosinone) il giovedì pomeriggio va all’ENS e un giorno a settimana va a fare gli allenamenti di calcetto qualche volta mangiano la pizza tutti insieme, poi ci sono le partite, l’estate c’è la piscina, ora sta prendendo la patente e la sua vita è piena, Luca è felice sta bene finalmente ha il telefonino pieno di numeri dei suoi amici e non se ne separa mai se penso come era qualche anno fa e come è adesso i ragazzi del calcetto hanno fatto un grande miracolo forse loro non lo sanno ma hanno dato a mio figlio la voglia di comunicare, non avrei mai pensato di dover dire a Luca un giorno stai zitto un attimo! Tutto questo lo devo a quei ragazzi che ora sono suoi amici.