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OPZIONI

Risposta del Presidente ENS al Comitato Genitori inviata alle Istituzioni

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Comitato Nazionale Genitori Disabili Uditivi: "In tv, meglio i sottotitoli della LIS". In una lettera inviata alla Commissione di Vigilanza e alla Rai, il Comitato lancia la proposta dopo l'incontro di alcuni dirigenti dell'emittente con l'Ente nazionale sordi. "La sfida è proporre un ausilio che rende la vita più facile per tutti, un aiuto che è opzionale per la maggior parte della popolazione, ma indispensabile per una piccola fascia di essa"

Gentili Signori,
ho appreso da fonti di stampa della lettera inviata alla Vostra attenzione dal “Comitato nazionale genitori disabili uditivi” relativamente all’opportunità di preferire la sottotitolazione dei programmi televisivi per “garantire l’accesso ai programmi Rai a tutte le persone sorde”.
Tutti i suggerimenti per garantire, migliorare ed integrare l’accesso ai programmi televisivi sono ben accetti, ma il compito che si propone l’E.N.S. è più ambizioso ed è quello di abbattere le barriere della comunicazione al fine di consentire la piena integrazione e partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva.
E’ per questo che non posso esimermi dal replicare alle dichiarazioni contenute nella nota del predetto comitato.
Innanzitutto l’affermazione secondo la quale “la stragrande maggioranza delle persone sorde…non si sente affatto rappresentata dall’Ens” è provocatoria e destituita di ogni fondamento.
Vorremmo conoscere il numero degli iscritti di questo “comitato”; l’ E.N.S. è costituito da oltre 30.000 soci sordi che ogni giorno lavorano alacremente per migliorare la condizione dei sordi e per abbattere le barriere della comunicazione e rappresenta, ex lege 381/70, tutti i sordi d’Italia: non penso che quel comitato possa affermare altrettanto.
Ma la polemica innescata dal comitato mi dà nuovamente l’opportunità di porre alla Vostra cortese attenzione l’importanza del riconoscimento della LIS (che non è un complesso di “gesti” come qualcuno provocatoriamente continua a definirli) e sul Contratto di Servizio della RAI.
La LIS è una lingua vera e propria con regole grammaticali che consente alla stragrande maggioranza dei sordi di comunicare ed esprimere la propria volontà.
La LIS è la lingua scelta non solo dalle persone “anziane” ma anche dai giovanissimi ed è utilissima per favorire l’apprendimento della lingua orale e scritta oltre migliorare l’apprendimento scolastico.
L’acquisizione della comunicazione verbale e scritta, che non sono appannaggio solo dei sordi c.d. oralisti, deve essere finalizzata anche a migliorare l’istruzione e la formazione dei sordi.
Qualche genitore udente crede che sentire il figlio sordo dire “mamma” o “papà” o magari sentirgli chiedere un caffè al bar, sia sufficiente a farlo sentire integrato nella società.
Purtroppo non è così ed affermo ciò non solo da Presidente Nazionale dell’ E.N.S., ma anche e soprattutto da persona sorda che vive il problema della disabilità sensoriale sulla propria pelle, a differenza di quei genitori, che rispetto, ma che affrontano la disabilità sensoriale in maniera ugualmente difficile ma da un punto di vista profondamente diverso.
La persona sorda è inserita ed integrata se è messa in condizione di comprendere i concetti che gli vengano espressi e sono messi in condizione di rispondere con altrettanti concetti.
E allora, se questo è l’obiettivo, perché continuare ad insultare la LIS e conseguentemente insultare i sordi che la usano?
La battaglia culturale che porta avanti l’E.N.S. è l’abbattimento delle barriere della comunicazione consentendo alla persona sorda di scegliere il metodo di comunicazione che preferisce (LIS, metodo oralista, protesi, impianti cocleari etc.), riconoscendo a tutti questi metodi pari dignità e pari opportunità di accesso al loro utilizzo.
Questa è la sfida per chi vuole occuparsi seriamente del problema della sordità; i proclami, che lasciano il tempo che trovano, li lascio fare ad altri.
Dunque, se questi sono i presupposti, è evidente che la televisione ed il Servizio Pubblico svolto dalla RAI rivestono un ruolo di primaria importanza per i sordi, giovani e meno giovani, al fine di avere diritto ed accesso all’informazione quotidiana.
Quello che l’E.N.S. rivendica è il diritto all’informazione, il diritto all'intrattenimento, il diritto all’utilizzo di un mezzo, quello televisivo, per il quale i sordi pagano, al pari degli altri italiani, un canone a fronte del quale attendono servizi di qualità.
Anche l’E.N.S. ritiene utile sottotitolare i programmi televisivi, ma la sottotitolazione deve essere di qualità: ad esempio non è sufficiente sottotitolare i dialoghi, è necessario diversificarli con il colore, descrivere il contesto di una scena. Al pari degli udenti, che vedendo un film ne apprezzano i dialoghi perché contestualizzati in una scena di pericolo ad esempio o comunque sono supportati dai rumori dell’ambiente di scena, anche i sordi necessitano di una descrizione sensoriale del contesto ambientale nel quale si svolgono le scene.
Riteniamo che sia utile sottotitolare anche i telegiornali ma gli stessi non possono prescindere dalla traduzione in LIS se si vuole essere certi di trasmettere una corretta informazione a tutti i sordi.
Gli interpreti, che come sostiene il Comitato hanno fatto dell’interpretariato un “mestiere” (al pari degli interpreti delle lingue straniere e non si capisce cosa ci sia di male), grazie alla loro professionalità possono garantire, appunto, la corretta informazione delle notizie dei TG e, dunque, anche la scelta degli interpreti deve essere di assoluta qualità.
E’ evidente che la materia è complessa e non può esaurirsi in questa mia nota, è pertanto necessario approfondirla ed è per questo che chiedo un’audizione in Commissione e l’incontro col Presidente ed il Direttore Generale della RAI per poter esporre più compiutamente le nostre ragioni e per tutelare il diritto di tutti i sordi ad essere informati garantendo e migliorando il servizio di interpretariato in LIS e la sottotitolazione dei programmi televisivi.

Confidando in un positivo accoglimento della mia richiesta di incontro, porgo i più cordiali saluti.

Il Presidente Nazionale
Giuseppe Petrucci