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Ven12042024

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OPZIONI

Comunicato del Presidente ENS sul parere della Commissione al ddl sulla LIS

commissione vii_cultura-istruzione

"Ancora una volta i politici ci hanno dato prova che i veri sordi sono loro!", questo è il commento a caldo, quello più contenuto, espresso dal Presidente Nazionale Giuseppe Petrucci per definire il parere reso ultimamente dalla Commissione VII (cultura, scienza e istruzione) della Camera dei Deputati in ordine al nuovo testo della proposta di legge C 4207 e abbinate, recante "Disposizioni per la promozione della piena partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva e riconoscimento della lingua dei segni italiana", approvata in un testo unificato dalla 1° Commissione permanente del Senato.

Sempre secondo il Presidente Petrucci, non che la proposta di legge esaminata dalla detta commissione piacesse, tutt'altro, in quanto completamente scempiata rispetto a quella in precedenza approvata dal Senato della Repubblica. Quindi, è ben accetto il parere negativo espresso dalla Commissione VII, che in tal modo ci ha tolti dall'imbarazzo di doverci ergere protagonisti dell'ennesima protesta per la tutela della nostra lingua dei segni.

Ciò che è inaccettabile, per non dire deplorevole, prosegue il Presidente Petrucci, è il commento fornito dalla Commissione VII a sostegno dell'espresso parere, che di seguito si riporta pedissequamente, anche se nei suoi tratti essenziali: "l'obiettivo comune da perseguire nella materia in esame, pur in presenza di diversi punti di vista, debba essere costituito dall'esigenza di produrre la massima inclusione nella società delle persone prive di udito, e che il riconoscimento della lingua dei segni, già peraltro di fatto pienamente utilizzata, potrebbe portare più che ad includere i non udenti nella società piuttosto ad escluderli, precludendo loro di esprimersi attraverso la stessa lingua circolante; ... ... del rischio di non completa inclusione dei non udenti che potrebbe derivare da un uso prevalente o esclusivo dello strumento della lingua dei segni si esprime parere negativo".

Continua il Presidente Petrucci: "Mi viene subito da pensare che visto che l'utilizzo della lingua italiana potrebbe comportare una esclusione degli italiani al cospetto dell'Europa, la cui lingua ufficiale è quella anglosassone, aboliamo anche la lingua italiana, come anche perseguitiamo tutti coloro che parlano i vari dialetti locali, in quanto, se dovessimo ragionare con i cervelli illuminati dei membri della Commissione VII, non di sana cultura e tradizione popolare trattasi, ma di linguaggi che determinano ghettizzazione ed esclusione sociale".

"Non so voi, ma io, di fronte alle parole della Commissione VII della Camera dei Deputati, mi sento inorridire, in quanto ritengo, e spero di sbagliare, che il traguardo sia ancora lontano, almeno fino a quando menti illuminate di tal genere saranno chiamate ad esprimere giudizi, anzi pareri, sulla nostra amata lingua".
E poi si meravigliano, continua il Presidente Petrucci, che negli stadi degli idioti diano ancora sfogo al loro razzismo. Anche il commento della Commissione VII è puro razzismo, anche se celato in parole forbite e ben confezionate.

Conclude il Presidente Petrucci: "non voglio ergermi a Cicerone e dare sfogo a un monologo e, pertanto, mi fermo qui, lasciando che voi tutti esprimiate le vostre opinioni senza condizionamenti di sorta. Nel contempo, vorrei congedarmi facendo appello a tutta la nostra forza, al nostro vigore, alla nostra tenacia, ai nostri valori, che alla fine, statene pur certi, ci porteranno all'approvazione di una buona legge sulla LIS, a dispetto di questi illuminati della nostra politica".